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Bassano del Grappa
Palazzo Bonaguro
Dal 29 aprile 2006 al 7 maggio 2006
IL PONTE DISSE: "TACCIANO LE SPONDE E
CANTI IL FIUME"
POESIA VISIVA E MUSICALITA'
quattro artisti e la magia del Fiume
Ugo Gazzola - Alcide Sartori - Gigi
Simonetto - Sandra Sgambaro
Scoprire una città attraverso una
lettura “poetica”, basata su uno studio delle componenti mistiche,
esoteriche e alchemiche, è una opportunità pressoché esclusiva. La città
di Bassano del Grappa con i suoi monumenti storici, il Castello, i
Palazzi, le Chiese, le Piazze, il Fiume e il suo celebre Ponte, si
presta ad una indagine interpretativa in cui viene quasi umanizzata. Le
conflittualità e gli equilibri sono risolti con alchemica geometria,
nella lettura storica dell’evoluzione planimetrica della città, fino al
raggiungimento dell’armonia, prodotta dall’unione che il Ponte esercita
tra le due sponde del Fiume, e il Fiume stesso in rapporto con il Ponte
e la Città.
orario: 10
12,30 / 15-18,30
Che la Città di Bassano del Grappa
riservi misteri e segreti è un dato di fatto comune a tutte le realtà,
ma che la stessa rappresenti un segno immortale della vera poesia appare
quanto mai evidente e tangibile.
Da sempre il suo paesaggio e la sua
ricchezza di monumenti e bellezze storiche e artistiche hanno attirato
l’attenzione dei viaggiatori, dei turisti e degli artisti tout-court ,
al punto da diventare il soggetto prediletto. Per quanto la città
catturasse l’attenzione di grandi protagonisti lo si desume dalla
ricchezza di testimonianze lasciate ed oggi proposte all’ammirazione
pubblica. All’XII secolo risalgono alcune testimonianze freschive
custodite in Museo Civico assieme all’imponente Crocefisso di Guariento
d’Arpo, artista padovano, che intorno al 1336 ne ricevette la
commissione. Un monastero cittadino divenne il custode della Madonna con
Bambino dell’artista trevigiano Michele Giambono (c. 1395-1462). Fu
soprattutto nel sec. XVI e XVII che la gloriosa città del fiume Brenta
fu incoronata sede delle arti per la presenza di uno dei più
interessanti artisti del manierismo italiano: Jacopo Bassano.
La sua arte è riconosciuta come
l’espressione più autorevole in terra veneta accanto a Tiziano, Jacopo
Tintoretto e Paolo Veronese tutti memori dell’insegnamento di Giorgio da
Castelfranco detto Giorgione. Dalla città ai piedi del Monte Grappa e
attraversata dal grande fiume, fu diramata un’arte esemplare per tutta
l’Europa e la pittura della storica Bottega dei Bassano si trasformò in
vera poesia. Quel paesaggio fu spesso immortalato, quale marchio
inconfondibile sulle tele sacre e profane, realizzate ai piedi dello
storico ponte, che hanno trasportato in ogni luogo quel significato che
va letto “tra le righe”, proprio come lo scandire di un ritmo musicale,
ma armonico al tempo stesso. Quello storico ponte, già progettato dal
grande Andrea Palladio, elemento di unione su un corso naturale, che per
forza ha diviso e divide un territorio segnandolo perennemente è
diventato il legante del popolo e delle culture, la testimonianza di una
lunga civiltà.
La città, attraverso il suo ponte di
legno, ha potuto percorre ogni luogo, favorendo quella circolazione di
idee, di azioni e di opere; raccogliendo testimonianze e messaggi;
divenendo il ricettacolo di un gusto popolare che proprio perché più
diffuso e oggi più raffinato. Quando dalle piazze bassanesi se ne
andavano messaggi di carta, poesie per occhi semplici e bramosi,
immortalate su piane superfici, bianche, candide e volutamente colorate,
erano solo le parole della meraviglia che potevano esprimere quel
miracolo che non era più segreto. Fulcro di una rete densa di strutture
calligrafiche, culmina proprio nella rappresentazione essenziale di una
immaginazione divorante espressa attraverso segni ricchi di significato,
il Ponte canta.
Luciano Fabris
Assessore alla Cultura della Città di
Bassano del Grappa
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Devo ammettere che quando mi è stato
chiesto di scrivere l’introduzione dedicata alla nuova iniziativa,
legata alla città di Bassano, da parte dell’ associazione ART- evolution,
mi sono sentito un pò imbarazzato.
Per due fondamentali ragioni: la prima è
che mi piace scrivere di cose di cui sono competente, e
pur essendo un grande appassionato di
arte e attività culturali, non credo di essere all’ altezza di
commentare o giudicare il livello artistico dell’ operazione in corso.
Sono però cosi numerosi i successi di questa associazione che la mia
fiducia è massima e rimando pertanto al contenuto del presente catalogo;
la seconda, ma forse dovrei dire la prima, è che l’Aropac S.r.l.,
rappresentante per l’ Italia del gruppo danese Hartmann , in fondo, non
ha fatto altro che raccogliere il frutto del lavoro di questi cari
amici, che negi ultimi tre anni hanno saputo realizzare delle cose che
all’ inizio sembravano inarrivabili. Un esempio nel finalizzare i sogni
con la messa in comune delle loro facoltà artistiche e culturali per
giungere alla realizzazione in completa sintonia e amicizia delle
diverse attività intraprese. Ora trattare i segreti e misteri di una
città come Bassano, per arrivare al fondamento della pace universale,
equilibrando la natura umana, sembrerebbe un compito e un sogno
anormale. Sono pienamente consapevole che con il loro impegno, i quattro
amici di ART-evolution siano in grado di assolvere al meglio questa
tematica molto impegnativa e sicuramente innovativa che trasmetterà alle
persone presenti, un qualche cosa di profondamente nuovo sulla magia del
fiume e il misticismo del famosissimo Ponte. Le conflittualità e gli
equilibri sono risolti con alchemica geometria per raggiungere l’
armonia prodotta dall’ unione che il Ponte esercita tra le due sponde
del fiume, e il Fiume stesso in rapporto con il Ponte e la Città, dove
l’ espressione “ Tacciano le sponde canti il Fiume” invia un chiaro
segnale di una possibile Pace Universale.
“Eravamo quattro amici al bar”, dice la
famosa canzone di Gino Paoli, “che volevano cambiare il mondo”. Anche
gli amici che hanno fatto sorgere l’ associazione ART-evolution sono
quattro; Sandra Sgambaro, Ugo Gazzola, Alcide Sartori, Gigi Simonetto,
che intendono camminare in quella terra senza confini che è l’arte: un
girovagare senza dubbio affascinante, ma non privo di ostacoli. Specie
se uno degli obiettivi da raggiungere è quello di avvicinare il grande
pubblico alle diverse e varie forme espressive e se lo si vuole fare da
un’amena località come Castello di Godego, nota per molte iniziative ma
certo poco inserita, almeno finora, nei classici circuiti dell’arte.
Il Gruppo Hartmann, specializzato nelle
produzione e vendita di imballaggi per uova in fibre di carta riciclata
e pressata ha sempre avuto un riguardo particolare verso il prodotto
uovo che rappresenta da sempre la vita, l’ universo, in definitiva noi:
“uovo magico, forma da sempre venerata, studiata, disegnata, copiata,
usata e mangiata”. Il nostro, credo, è stato un impegno, mirato più a
sostenere le attività che hanno assonanze con il prodotto da noi
commercializzato in Italia, che non ai veloci ritorni d’immagine. I
contenitori ecologici per uova e alimentari in carta riciclata, bene si
sposano con il sostegno di queste attività artistiche e culturali che si
svolgono in pieno contatto con la natura e che rappresentano idealmente
la nostra filosofia produttiva, mirata a quello “sviluppo ostenibile” e
alla sostenibilità in generale alla quale tanto ci sentiamo legati. I
successi di ART-evolution in questi primi anni, non hanno fatto altro
che confortare questa scelta presa, come sempre, non tanto badando al
puro valore economico, ma basandosi e credendo ai valori e alla vita
degli uomini. ART-evolution è legata a quelle attività, dove la fatica,
la volontà e l’impegno sono ancora predominanti e dove una stretta di
mano ha ancora un valore.
Alessandro Rocchetti
Presidente Aropac S.r.l.
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"Attraversavo un
ponte in treno e a piedi simultaneamente.
La logica del
sogno.
A
è simultaneamente non A"
Czeslaw Milosz
La tradizione palladiana veneta trova un
simbolo, di placida complessità, nel ponte ligneo di Bassano del Grappa,
via necessaria e potentemente simbolica, sostanzialmente classicista
senza la retorica archeologica che si può trovare altrove.
Ed è proprio la tranquilla e
stratificata complicatezza del progetto del Palladio, un ponte
oltretutto tra linguaggi e modi distanti (il suono, le genti, gli
equilibri...), questa equidistanza tra le cose, a rendere fertile e
inaspettatamente vivo un luogo come Bassano.
Il ponte è da sempre simbolo fondante
dell'arte, e ha trovato un rinnovato significato per tutto il '900 (dal
gruppo della brücke fino alle recenti evoluzioni della sound-art, si
pensi a CM von Hausswolff), rimanendo uno dei punti focali di molta
ricerca artistica, ricco di possibilità e per sua stessa natura portato
ad unire/sposare intuizioni contrastanti - legare misteri e creare
simmetrie dove in precedenza erano divergenze e abitudinarietà.
In quale contesto migliore tentare di
raccogliere nuove voci e visioni? Siano esse in opposizione o nel solco
della tradizione, verranno influenzate dal passaggio obbligato del
ponte?
La vallata stessa sembra spingere gli
sguardi attenti su questo prolungamento dell'ingegno, sull'equilibrio
raggiunto. Ma come tutti gli equilibri raggiunti dall'uomo, anche questo
nasconde in se il fermento e l'instabilità della creazione, del
mutamento. Ricordiamo che uno dei figliastri, forse illegittimo certo,
ma pur sempre figlio, del Palladio fu il Giambattista Piranesi, che non
si ricorda appunto per mitezza e centralità.
E' proprio questo rovesciamento dei
rapporti appena creati, degli equilibri raggiunti, un'altra delle
eventualità possibili date dal Ponte. La storia, una storia, che si lega
ad altre e cerca nuove vie attraverso la mescolanza, l'incontro.
A è simultaneamente non A.
E' una possibilità, una via da
percorrere, che difficilmente non attrae.
Claudio Rocchetti
musicista/curatore
Berlino aprile 2006 |