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N°110 MAGGIO 2002 |
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“REVOLUTION” A CASTELLO DI GODEGO Niente paura, non si tratta di moti popolari di protesta, ma della nascita di un'associazione culturale che avrà per sede il Barco mocenigo. Presentiamo "Revolution" in anteprima, con un'intervsta a più voci ai soci fondatori. |
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Un brindisi dopo la firma dello statuto “Eravamo quattro amici al bar”, dice la famosa canzone di Gino Paoli, “che volevano cambiare il mondo”. Gli amici, in questo caso sono cinque ma l’obiettivo, più o meno, non cambia, anche se Ugo Gazzola, Gigi Simonetto, Alcide Sartori, Sandra Sgambaro e Mara Migliorini, intendono camminare in quella terra senza confini che è l’arte: un girovagare senza dubbio affascinante, ma non privo di ostacoli.Specie se uno degli obiettivi da raggiungere è quello di avvicinare il grande pubblico alle diverse e varie forme espressive e se lo si vuole fare da un’amena località come Castello di Godego, nota per molte iniziative ma certo poco inserita, almeno finora, nei classici circuiti dell’arte. Forse la denominazione “Revolution” si riferisce proprio al fatto che occorre una vera e propria rivoluzione per portare l’arte verso il grande pubblico... “Viviamo in un periodo –parla per primo Ugo Gazzola- in cui molte espressioni artistiche sembrano essersi appiattite, un po’ per un fenomeno dovuto ad una crescente massificazione e alla conseguente anonimità e un po’ a causa di tecnologie sempre più perfezionate che, se da un lato ci aiutano a migliorare il risultato finale di un progetto artistico, dall’altro rischiano di indebolirne un lato fondamentale: quello della creatività”. -Questo è senz’altro vero. In campo artistico in questo momento non sembrano emergere personalità di grande rilievo e proprio per questo motivo il compito che sembrate prefiggervi sembra ancora più arduo. |
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“Arduo, ma non impossibile, precisa Gigi Simonetto. “Un grido, una rivoluzione”. Questo è il motto da cui deriva “Revolution”, che non ha certo connotazioni politiche, ma vuole essere una sfida, forte, al mondo della grafica, che dovrebbe essere un’espressione artistica, dello spettacolo in generale e delle arti figurative che non riescono più a trasmettere emozioni interiori forti, vere, autentiche, proprio per le ragioni sopraddette da Ugo Gazzola. L’appiattimento culturale porta ad un risultato certo: la morte dell’”anima dell’arte”. -E come pensate di salvare questo “moribondo”? “Intanto coinvolgendo la gente –interviene Alcide Sartori di “Godego in Cornice”. Non solo i godicesi, ma un pubblico più vasto, perché quello che abbiamo in mente investe non solo la sfera artistica, ma anche il
I protagonisti con Alessandro Rocchetti dopo aver depositato il copyright
sociale e quindi un pubblico poco abituato a certi “percorsi artistici”, sicuramente raffinati, ma a volte, anzi spesso, lontani dal cuore delle persone”. -Da come vi esprimete questo più che il terzo millennio sembra il terzo Medio Evo… “Perché, riprende Sandra Sgambaro, a Voi sembra di essere tornati ai fasti dell’Illuminismo? Non mi sembra”. -A proposito di Illuminismo, quella era un’epoca di mecenati, persone che sostenevano, anche finanziariamente gli artisti. Oltre alle idee, rivoluzionarie, su quali mezzi potete contare? |
Il logo
“Beh, intanto se le rivoluzioni si fossero dovute affermare per le loro capacità finanziarie piuttosto che per la forza delle idee, credo ne sarebbero state fatte ben poche –sottolinea la Sgambaro, mentre Mara Migliorini le si accoda rinforzando questo concetto: “noi miriamo alla gente, al grande pubblico. Stiamo promuovendo un concorso internazionale che, tramite un’accurata selezione, porterà il lavoro di diversi artisti contemporanei alla platea molto ampia costituita dai consumatori”. -Può precisare meglio che cosa avete in mente? “E’ semplice –dice Mara- incaricheremo gli artisti di “vestire” le confezioni, il cosiddetto packaging, dei prodotti, coinvolgendo pertanto le aziende, che diventeranno allo stesso tempo fruitori dell’opera d’arte e sponsor culturali. Molte iniziative, molti progetti o invenzioni –ribatte Sandra Sgambaro- si basano su idee come questa: semplici ma efficaci. Basandomi sulla mia esperienza di presidente di “Godego in Cornice”, sono certa che tramite il coinvolgimento della gente, riusciremo ad appassionare moltissime persone a questo progetto. Che mi auguro, anzi, sono certa, porterà ulteriore notorietà a Godego e alle sue iniziative, così com’è successo grazie a Fondazioni come “Godego in Cornice”, l’Istituto Musicale della Crocetta e il Laboratorio Scuola di Restauro Barco Moncenigo, ai quali la nuova Associazione “Revolution” è collegata”.
M. Della Valle direttore responsabile di Ecofood |